La “Scrivania del magistrato”: applicazione software su supporto rimovibile e protetto.

L’Allegato A, art. 5 , del DPCM n. 40 del 2016 si occupa di specificare le modalità di redazione dei provvedimenti del giudice in formato digitale ai sensi dell’art. 7 dello Regolamento.

La «Scrivania del magistrato» è un’applicazione software inserita su supporto rimovibile e protetto che i magistrati utilizzano per la redazione e il deposito dei provvedimenti giurisdizionali in formato digitale.

I provvedimenti vengono redatti dal magistrato quali documenti informatici in formato PDF. Tale documento, analogamente a quanto avviene per gli atti di parte dovrà essere ottenuto da una trasformazione di un documento testuale (ad es. originariamente .doc, docx, o in formato open office) senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia parti. Una volta ottenuto il documento in pdf lo stesso dovrà essere sottoscritto con firma digitale in formato PAdES, nel rispetto delle disposizioni del CAD.

Una funzione particolarmente interessante della «Scrivania del magistrato», è quella di consentire al magistrato di disporre l’oscuramento dei dati personali ai sensi delle disposizioni del Codice dei dati personali.

I provvedimenti devono essere trasmessi su canale sicuro attraverso:

  • la rete interna della giustizia amministrativa;
  • ovvero, dall’esterno, attraverso VPN, al gestore documentale di S.I.G.A.

Si precisa che una VPN (virtual private network) non è altro che una rete di telecomunicazioni privata, instaurata tra soggetti che utilizzano, come infrastruttura di trasporto, un sistema di trasmissione pubblico e condiviso, come ad esempio la rete Internet.

Si può considerare dunque una VPN come l’estensione, a scala geografica, di una rete locale privata aziendale sicura. Tale rete collega tra loro siti dislocati in luoghi geograficamente diversi attraverso l’instradamento tramite IP. Quello che viene così realizzata è una rete “virtuale” e “privata” appositamente dedicata e sicura.